Eccoti distesa,
mentre ammiro nel respiro
di un ritaglio di seta
che strappo alla luce,
il colore degli occhi
ormai sciolti
dal vermiglio di labbra salate.
E come una danza
nel gioco sottile
di morbide dita,
compare ed inarca
il tuo tenero corpo,
mentre sciolgo passione
nello spettro sereno
di calde emozioni.
Nel sentiero
fermento il mio vino,
mentre piano avvicino
il silenzio
nel profumo più intenso
di un giorno qualunque.
E sarai mia nel risveglio
di un languido pianto,
mentre sopra di te
scioglierò quell'incanto
di una smorfia assopita
che muore felice
nel caldo piacere
di un tempo fugace
come un disegno
di tenue matita.
anima

Sospesa nell'inquietudine
dove l'Inferno e il Paradiso
batte l'anima
come un martello
su di un incudine,
cammino vestita di malinconia,
dove il dolore sconvolge
quei tratti di notte,
di stupida gelosia.
Sospesa nel tempo,
dove il silenzio mi avvolge
e rugiada di vento
mi libbra leggera,
cammino sulla soglia
dei sentimenti,
dove il colore non è l'argento,
ma il bianco destino
di un gioco
dai tratti chiari
di un nuovo avvento.
Cammino leggera
su una nuvola rosa,
dove il frutto succoso
di un cuore più forte
adesso ha un volto pulito
di un passato
che ha solo smarrito.
Sospesa nei sogni
dove un filo invisibile
è sempre più teso,
raccolgo gli applausi
del gelo e la notte
per un cuore che adesso
non ha più un peso.
Andrea

Scivola il rosso vermiglio
come sangue nel cuore del mare,
con il vento che piano lo spinge
nel ritaglio di sera
commosso d'amore.
E la bocca seducente
cattura la lingua per spremerla forte,
e nè beve il suo sangue
per l'abbraccio più stretto
in quel sogno d'amore
in un candido letto.
E' la notte del fuoco,
dove il cielo s'infiamma
in un pubico gioco,
e s'inchina al suo amante
che come un canto
innalza il suo acuto
per dare il suo sfogo.
E' la notte più bella,
dove il caldo chiaror della pelle,
attira la luce più vera
delle pallide stelle.
E tu sei più vera
nello spazio infinito,
dove abbracci la vita
e mi stringi più forte.
Sazia di umori e di miele di notte,
bagni i tuoi occhi
nella notte del fuoco,
dove gridi d'amore
e piangi per poco.
Soffia così una pagina aperta,
che trascinata dal vento
gira il suo foglio
in uno strano momento.
E mi perdo davvero
tra le note del cuore,
dove fermi il respiro
in un orgasmo che muore.
Andrea

Riposa tra le lenzuola d'agosto
nella pelle scolpita dai raggi lunari,
la voglia che trasuda un candido pasto
tra brillanti nel cuore
come dolci regali.
Mentre una flebile luce
nel chiaro tessuto
della fragile tenda,
disegna un quarto d'argento
nei seni violati
da labbra e di umori.
E su quelle piccole more,
che bevo il buon vino
nella notte dei fuochi e di stelle cadute.
Si compie un destino
lucente e perduto,
dove affondo
nella bocca dischiusa,
il chiarore della luce filtrata negli occhi
che spoglia il pudore e la voglia decisa.
Mi allontani e mi cerchi
fra i sentieri di un caldo bicchiere
dove bevo gli umori più veri.
E sei nuda e mi abbracci,
in questa luce d'argento negli occhi,
mentre spingo più forte.
E nel passo di un umido bacio
dove stringi e fai tuo il mio corpo
in un gioco sottile
di riflessi allo specchio,
sei nuda e volteggi
mentre scoppia il mio cuore felice
e catturi il rosso rubino.
Sei nuda e indietreggi
nel cammino dove dolce è il tuo inchino,
e l'inchiostro del cielo
avvolge il tuo volto nella notte signora.
Verserò in questo corpo di pane.
lacrime dolci di un candido vino,
dove perdersi è il passo più breve,
ma dolce è inchinarsi per bere
dopo aver versato nel cuore
il candido seme.
Andrea

Vivi dentro il soffio delle ali
dove la notte colora le mani
ed alita respiri così profondi
da giocare con i sentimenti.
Vivi, e sento il tuo cammino
mentre sbatti e ti dimeni
nella sera che declina.
E poggia il capo piano al vento,
dove mi perdo e mi confondo,
ma alzo il capo, e all'orizzonte...
fiorisce il mio destino.
E mentre piano ti avvicini.
Sento il fuoco nella pelle.
Prende luce nella via,
e il chiarore tenue delle stelle
fanno giusta compagnia.
Vivi nell'arancio disegnato
da un pittore dimenticato.
Che ha cosparso semi al vento
e fiori bianchi delicati.
Vivi sotto un cielo profumato
dove la pioggia bagna il vento
e dolcemente si distende
tra lenzuola più pulite.
Ed io mi perdo
in questo mondo affaticato,
dove scalza batto il tempo
in un cuore addomesticato.
Mi perdo e mi confondo
in questo bianco porticato
dove le porte di un grande cuore
non si chiudono per amore.
Vivi, e la tua vita si colora.
Andrea

Ombre del passato
scivolano negli occhi
di chi non ha dimenticato.
E un passaggio di colori
dove il sangue ha germogliato
ricordi intrisi
di immagini annegate,
si posano là dove
il tempo si è fermato.
Un suono ed una festa,
un tuffo, dove il vento della sera
ha calmato la tempesta,
prende vita
da un quadro appeso al muro.
E gli occhi che son più scuri
hanno vinto la sete della luce,
il passato non fa paura
anche se un nodo
assottiglia una piccola voce.
Tre donne, il passaggio della vita,
dormono nel tempo
ed inquietano quel cuore
La madre della luce
e l'abero della vita
danzano felici
in quel tempo senza voce.
Cos'è che ha cancellato
mentre il fuoco avvampa
un rimorso avvelenato
nella sera delle ombre?
Oggi sei solo stanca
e il tempo si è fermato
in quel passaggio di dicembre.
Orfana di voce, la bimba abbandonata,
fasciata, dimenticata,
nel vento si è smarrita.
Ma oggi, in quel suono ritrovato,
mentre il quadro prende vita,
accarezza quel passaggio,
dove tutto,
non è più ingiallito.
Andrea

Come diamanti nella polvere
i nostri occhi brillano nella luce
e fanno strada in confini accesi.
E tu sei quì,
a brillare in un mondo speso,
nell'abbraccio della pace
dove cadono barriere
e il fiume parte dalla foce.
Come un fiore scarlatto
le tue labbra ancor più rosse,
assaporano la terra
delle mie labbra.
E il sapor di lamponi
misto a quello della carne
attinge amore
nell'acqua del mio cuore.
Si sciolgono sottili nelle labbra
miele e umori,
e disegnano un destino di un confine
che non muore.
E tu sei ancora quì,
nella curva di un arcobaleno
a lasciare i vestiti al sole
e a confonderti nei colori.
Tu sei quì, a confonderti con la luce,
tra le foglie di ginestre
nella culla del destino.
E come vagiti di un bambino,
la tua voce in un dolce inchino,
beve il mio sapore
nell'odor dei limoni.
Più bella di un mattino,
dove gli occhi luminosi
e i capelli sciolti al vento,
attendi che sia io
a darti quel che senti.
E tu sei ancora qui,
sul letto dei sentimenti,
dove finisco per abbracciarti
in quegli occhi ancor più lucenti.
Andrea

Dimmi che saremo dentro
ad un cammino,
dove le ombre si spogliano
del destino.
E come un gioco affascinante,
getteremo reti
in un inchiostro sconfinato
dove le palpebre del giorno
si immergono nella polvere
e al suo ritorno.
Dimmi che ce la faremo
a viaggiare in un tempo
dove il cielo è sempre azzurro
e la notte si confonde
in un vento di ponente.
Perchè se questo è amore,
allora lasciami morire
come rondine al sole.
Se questo è amore,
voglio dividere con te
questo mondo di colori.
Andrea

Un giorno ti porterò
dove il vento ripiega nella valle
e trasforma i girasoli
come onda in mezzo al mare.
Dove il giallo si confonde
nel tramonto della sera,
e i sorrisi dei bambini
vanno oltre quella sfera.
Un giorno innalzeremo gli acquiloni
e correremo
in quel sentiero ingiallito
per ascoltare l'anima un poco stanca
di un caro amico e vecchio tronco.
dalle sue labbra sentiremo le parole,
e le sue braccia,
come un libro sempre aperto,
ci accoglieranno
in un confine più sereno.
E nel respiro della vita
ci darà frutti più succosi,
mentre guarderemo il cielo aperto
baciare infine la sua sposa.
E se questo non ti basta,
troveremo strade più composte,
dove l'acqua si riversa
al sole ancor più esposta
nel profumo dei suoi monti
a bere luce dalla fonte.
Guarderemo dall'alto in basso
la distesa colorata,
guarderemo il vento e i girasoli
abbracciarsi come innamorati.
Andrea

Voglio farti un regalo.
Mi immergo nell'acqua
nel profumo della quiete,
per colmare un desiderio
che spenga la sete.
Mentre il sole riflette il suo fuoco
dalle colline e negli occhi,
ed il cuore sopporta
il ritmo sfrenato
in quello che tocchi.
Voglio farti un regalo,
mentre s'alza il vestito
e scopre le gambe,
in cui s'intravede
il tuo desiderio.
E mi offro al tuo sguardo impaziente,
mentre fissi il mio frutto d'estate
ed io so cos'hai nella mente,
che vuoi toccare la mia parte viziata.
Voglio farti un regalo,
mentre mi bagno e ti voglio,
mentre sogno e ti spoglio
e mi offro per farmi scartare.
Non aver paura di farmi del male,
ma prendimi ora,
come un pacco postale,
e scartami tutta,
ma fammi anche del male.
Perchè il cielo s'accende
ed ho voglia di sciogliermi ancora.
Stringimi forte, prendimi ora,
in cui cade il destino
ed io sono al di sotto
di questo cammino.
Voglio farti un regalo,
voglio darti la parte migliore
nella spinta languante
del mio posteriore.
Dove riposano i miei sentimenti,
ed io mi concedo tutta e solo
al mio uomo importante.
anima21